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Sanremo Sostenibile: il progetto mostra dubbi sulle visure camerali


A Sanremo sono nate le cosiddette “Case dell'acqua”, nell'ambito del progetto “Sanremo Sostenibile”. A gestire il tutto è la società AmaBlue, che lascia però preoccupazioni nel consiglio comunale.

Il progetto consiste nell'installare in punti strategici della città dei distributori automatici di acqua, per consentire anche un miglior servizio ai cittadini e ai turisti, soprattutto in vista del Festival.

Guardando la visura camerale della società scelta dal Comune, infatti, tutto sembra presagire un sistema di scatole cinesi: nella visura camerale, AmaBlue è gestita da due società.

Le due società sono: Bluenergy Nordovest S.r.l. e SE.I.D.A. S.r.l. La società che ha la quota di maggioranza, la SE.I.D.A., è controllata completamente da una seconda società, la I.L.C.E. Spa, interamente riconducibile all’Ing. Camillo Enrile.

L'ingegnere è proprietario, dando un'occhiata alle varie visure camerali, sia della SE.I.D.A., sia delle aziende azioniste della SE.I.D.A. La stessa società che, per maggioranza, è a capo della AmaBlue.

L'AmaBlue è oggi quella che gestisce i conti della bolletta dell'acqua per il Comune di Sanremo. Solo uno studio incrociato delle visure camerali delle diverse società poteva mostrare il sistema matrioska.

Gli stessi che dovrebbero controllare il servizio lo erogano per via indiretta e questo potrebbe causare un circolo vizioso all'interno dell'organizzazione di un bene così importante come l'acqua.

Non c'è da stupirsi, quindi, se i consiglieri comunali di Sanremo abbiano scelto di “vederci chiaro”, analizzando i fili della complessa matassa tra le società coinvolte nel progetto.

Un lavoro lungo di confronto tra la visura camerale dell'AmaBlue e le visure camerali per le società collegate all'azienda: un lavoro che doveva essere fatto prima, durante la gara pubblica di appalto, e che adesso rischia di far crollare un progetto meritevole.

La replica dell'azienda AmaBlue non si è fatta attendere: la società non subisce le ingerenze di nessuno, se non quelle del Comune, che è maggioritario per il progetto “Sanremo Sostenibile”, visto che riguarda tutta la cittadina, a breve di nuovo teatro del Festival della Canzone Italiana.

L'azienda, essendo una S.p.a., non può fare a meno di pensare ai vantaggi che i cittadini avranno dall'installazione dei nuovi impianti e quanto il mancato servizio possa causare notevoli disagi.


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