Servizi assicurativi e finanziari

Prestiti postali a pensionati INPS (ex prestiti INPDAP)


Nel complesso panorama creditizio tricolore, ancora oggetto di difficoltà in particolare per alcune categorie, va segnalato il grande attivismo di Poste Italiane, che ormai da qualche tempo propone una serie di prodotti finanziari in grado di dare risposte concrete a fasce di utenza che necessitano di liquidità aggiuntiva. In questo quadro vanno a situarsi anche i pensionati, uno dei settori della nostra società maggiormente colpiti dalle politiche di austerità. Molti di loro, in effetti, nel corso degli anni hanno visto sempre più eroso il livello d’acquisto del proprio trattamento pensionistico e si sono dovuti assumere un peso assolutamente improprio di salvagente per i membri della famiglia in difficoltà. Molto spesso con la pensione vive un intero nucleo familiare, compreso uno o più giovani in età lavorativa che però non riescono a trovare un’occupazione. Un panorama sempre più diffuso, che però impone spesso di trovare liquidità in più per poter far fronte a spese di prima necessità, come ad esempio le spese mediche.

Poste Italiane ha quindi deciso di andare incontro anche a questa particolare utenza, varando Quinto BancoPosta Pensionati, una formula ideata principalmente per i pensionati INPS, con una durata che può variare da tre fino ad un massimo di dieci anni e non comporta alcuna spesa nel caso di estinzione anticipata o per le commissioni. La somma che può essere ottenuta per questa via dipende dall’entità della pensione percepita dai diretti interessati: più il trattamento pensionistico è elevato, maggiore sarà la possibilità di ricevere prestiti consistenti, oltre che a condizioni più vantaggiose. Va anche messo in rilievo come aderendo alla stipula del Quinto BancoPosta Pensionati si avrà diritto anche ad una polizza sulla vita, del resto obbligatoria per legge e garantita dal Fondo Rischi dell’INPDAP. L’assicurazione serve in pratica ad assicurare dall’eventuale perdita del reddito, in questo caso la pensione e il rischio, come facilmente immaginabile, è molto inferiore a quello corso a chi lavora.

L’importo del prestito può peraltro essere richiesto anche nel caso in cui non si sia detentori di un conto corrente, essendo sufficiente la presentazione della documentazione in grado di attestare il proprio reddito, accludendo un documento d’identità valido, la tessera sanitaria. Il tutto a patto di avere un’età inferiore agli 85 anni. Quanto concordato in sede contrattuale può peraltro essere incassato in due differenti modalità: tramite bonifico su conto corrente, accredito sul Conto Banco Posta oppure assegno vidimato. Il piano di rimborso prevede invece rate mensili da scalare direttamente dalla pensione. Per quanto concerne il Tan e il Taeg, dovrebbero a loro volta aggirarsi intorno al 9%.

Naturalmente prima di sottoscrivere un prodotto come questo, sarebbe il caso di monitorare attentamente il mercato e cercare di capire se esistano proposte alternative magari più confacenti alla propria particolare situazione. I prestiti postali a pensionati INPS ex INPDAP sono in effetti una delle tante strade percorribili da anziani in cerca di liquidità aggiuntiva, ma non certo l’unica. Ecco perché sarebbe il caso di guardare anche ad altre proposte, che potrebbero infine rivelarsi più convenienti di quella prospettata da Poste Italiane.


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