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Partita Iva Comunitaria, cos'è e come si richiede


Nel corso del tempo, un'impresa che voglia avviare ed espandere le proprie attività commerciali oltre i confini nazionali, necessita di alcuni requisiti per poterlo fare, soprattutto in ambito europeo e quindi comunitario. Uno di tali requisiti è quello di possedere una Partita Iva Comunitaria. Andiamo a comprendere meglio cosa essa sia e come possa essere richiesta da una società.

Cos'è la Partita Iva Comunitaria

Questa non è altro che un codice numerico, simile a quello italiano, che consente a professionisti, imprenditori e società in generale di poter svolgere attività commerciali liberamente, nel contesto dell'Unione Europea e dei singoli Paesi suoi membri. Questo codice, che identifica questi soggetti, è stato creato anche al fine di facilitare le fatturazioni delle imposte di tali professionisti e società, riguardo alle loro operazioni di natura commerciale col resto d'Europa.

Come richiederla

In questo caso, si deve distinguere se un soggetto (imprenditore o impresa che sia) possegga già una tradizionale partita Iva italiana oppure no. Se si è già in possesso di questa, allora ci si deve iscrivere alla cosidetta VIES, cioè la VAT Information Exchange System, che rappresenta un registro comunitario di tutte le partite Iva europee e che permette quindi di lavorare in ambito continentale.

Questa iscrizione si può effettuare attraverso tre modalità: una per via telematica, direttamente sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate italiana; oppure attraverso comunicazione postale tradizionale, con una raccomandata con avviso di ricevuta, da spedire alla stessa agenzia italiana, tuttavia con almeno qualche mese di anticipo rispetto alla data di avvio delle attività commerciali con l'estero. Ricevuta tale richiesta, l'ente italiano svolgerà accertamenti sul soggetto richiedente ed entro un mese accetterà o rigetterà la domanda d'iscrizione.

Una terza modalità di registrazione si può effettuare tramite degli intermediari, come ad esempio i commercialisti. Naturalmente, in base al genere di modalità prescelta, vi sono costi differenti da sostenere, con l'ultima opzione evidentemente più onerosa. Coloro invece che non sono in possesso di nessuna tipo di partita Iva, devono farne richiesta sempre all'Agenzia delle Entrate. In questo caso il soggetto interessato dovrà compilare una dichiarazione di avvio di attività commerciali e comunicando l'intenzione di effettuare questo tipo di operazioni anche a livello europeo.

Tale richiesta può essere effettuata direttamente sul sito internet dell'agenzia italiana, compilando l'area "Operazioni Intracomunitarie", del quadro "I" del modulo AA7 (per soggetti che non siano persone fisiche) oppure del modulo AA9 (per società di tipo individuale e lavoratori autonomi). Inoltre, in tale comunicazione, si dovrà specificare il presunto ammontare complessivo annuo di tali attività commerciali in ambito europeo. Anche in questo caso, è possibile richiedere tale registrazione attraverso i consueti intermediari, quali i commercialisti, con relativi costi differenti rispetto ad una iscrizione effettuata direttamente online dal soggetto interessato.


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