Salute, benessere, cosmesi

Il medico di base è obbligato alle visite a domicilio?


La sanità pubblica in Italia è fragile a partire dai servizi offerti dai medici di base; stando al Rapporto PIT Salute del Tribunale dei diritti del malato, la lamentela più frequente riguarda l’assistenza medica territoriale, in particolare il 25,7% delle segnalazioni riguarda il rifiuto da parte del medico di base di effettuare una visita a domicilio o per il rilascio di una prescrizione. A questo punto occorre chiedersi, ma il medico di base è obbligato a svolgere le visite a domicilio ed esistono medici che svolgono esclusivamente visite a domicilio?

Quali sono gli obblighi del medico di base

L’attività del medico di base si svolge nello studio o ambulatorio. La visita a domicilio può considerarsi legittima solo nel caso in cui l’ammalato non sia “trasferibile” o impossibilitato a muoversi proprio a causa del suo cattivo stato di salute. Tendenzialmente, quindi, il medico di base non svolge visite a domicilio o se le svolge si tratta di visite fuori orario di ambulatorio e in qualità di libero professionista (per cui potrebbe richiedere un pagamento per la prestazione). Esistono, tuttavia, dei siti in cui consultare la disponibilità e gli orari dei medici di base che svolgono visite domiciliari come http://mediciadomicilio.net. In genere, il medico di base redige le ricette, prescrive analisi, visite specialistiche e farmaci, esegue certificati gratuiti (malattia per i lavoratori o certificati di idoneità fisica per attività sportive) oppure a pagamento (certificati per fini assicurativi, invalidità, attività fisiche non agonistiche), può prescrivere cure termali o proposte di ricovero. >Se le condizioni del paziente sono tali da impedire lo spostamento, il medico è tenuto ad effettuare visite domiciliari secondo i seguenti tempi e modalità:

  • nella stessa giornata, quando la richiesta perviene entro le ore 10;
  • entro le 12 del giorno successivo, quando invece la richiesta perviene dopo le ore 10.

Il sabato e nei giorni pre-festivi, il medico non è tenuto a svolgere attività ambulatoriale, ma se chiamato deve eseguire le visite domiciliari la cui richiesta perviene entro le ore 10 dello stesso giorno oppure assolvere alle richieste di visita domiciliare pervenute il giorno precedente dopo le ore 10. >La “non trasferibilità” del malato è, però, di natura discrezionale e il medico valuta caso per caso con libera interpretazione dello stato di salute del paziente, in base all’età e allo stato generale di salute del paziente. Esiste un “obbligo” relativo agli orari di apertura degli ambulatori:

  • 5 ore settimanali se il medico di base ha in cura meno di 500 assistiti;
  • 10 ore settimanali se gli assistiti sono tra 500 e 1000;
  • 15 ore settimanali se gli assistiti sono più di 1000.

Le visite a domicilio sono a pagamento?

Se il malato non è trasferibile, le visite a domicilio sono gratuite. Se la visita avviene, invece, in condizioni di salute meno gravi, il medico può chiedere un compenso per la prestazione. La legge prevede, infatti, che quando la visita a domicilio non è indispensabile, è da considerarsi come visita “privata” e il medico può effettuarla in qualità di libero professionista per cui può richiedere la parcella. >Esiste una tariffa per visite ambulatoriali o domiciliari qualora la prestazione è data da un medico di base che non sia il proprio: 15 € per le visite ambulatoriali e 25 € per quelle domiciliari.


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