Cultura, arte e artigianato

La crisi accresce l'importanza del titolo di studio


Al giorno d’oggi sono molti gli studenti che rinunciano all’ottenimento di un diploma. Essi, non sentendosi portati per lo studio, sfiduciati anche dall’inarrestabile crisi economica e dalla disoccupazione imperante, decidono di abbandonare anzitempo la scuola e di provare a guadagnarsi il pane svolgendo professioni manuali.

Bisogna però considerare che non sono poi molti i lavori per i quali si può venire assunti pur senza possedere il titolo minimo di studi. Il muratore, per esempio, non richiede alcun diploma ed è certamente una professione dignitosa e che merita rispetto; bisogna tuttavia considerare che il settore dell’edilizia è uno dei settori maggiormente in crisi, uno di quelli che pagano lo scotto maggiore della recessione economica. Per mestieri come quelli di cameriere, pasticciere e cuoco, invece, riuscire ad essere assunti senza possedere il diploma è ormai molto difficile.

Anche qui la crisi ha un peso nel determinare la scelta dei datori di lavoro, che preferiscono avere con sé ragazzi che possiedono un titolo di studio; in questo caso quello più adatto è quello alberghiero. Lo stesso discorso vale per aree lavorative più propriamente manuali come quelle di idraulico o elettricista, dove ormai è richiesto un diploma di istituto professionale. Chi ha deciso qualche tempo fa di abbandonare i banchi di scuola e ha compreso di avere commesso uno sbaglio, ha però la possibilità di rimediare grazie all’esistenza di istituti privati che si occupano di diploma recupero anni scolastici. Come abbiamo detto, la crisi economica ha spinto parecchi titolari di impresa ad essere un po’ più esigenti dato che, avendo poche necessità di assunzione e potendo scegliere tra moltissimi candidati optano per coloro che possiedono almeno un diploma di scuola superiore.


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