Abitazioni, lavori e servizi

I comuni italiani a misura di cani e gatti


Non solo la classifica dei comuni italiani dove si vive meglio, ma anche la classifica dei comuni italiani dove la vita dei nostri amici a quattro zampe risulta più tutelata: Legambiente ha stilato la particolare classifica tenendo conto delle strutture per la raccolta di animali randagi, della gestione della microchippatura di cani e di gatti, questi ultimi solo se viaggiano all’estero, dei trasporti pubblici in compagnia del proprietario e delle campagne per stimolare l’adozione di animali piuttosto dell’acquisto. I comuni italiani che si stanno comportando meglio in questo senso sono 3 capoluoghi di provincia e cioè Modena, Pordenone e Torino, quest’ultimo anche capoluogo di regione. Modena dal 1998 ha costituito l’Ufficio dei diritti degli animali, dove si tiene l’amministrazione dell’anagrafe canina, accordi con canili e gattili e l’organizzazione degli insediamenti felini, che include il censimento e la sterilizzazione.

 

Modena è anche tra i comuni italiani più attivi nelle campagne informative per sensibilizzare le persone ed evitare così gli abbandoni e nel preferire le adozioni degli animali dei canili e gattili comunali. Pordenone invece, amministra tutto l’ufficio anagrafico canino della regione, appoggia cicliche campagne di informazione sulla immunizzazione indispensabile dei cani e dei gatti contro la rabbia e, in concorso con la LAV, ha istituito dei corsi per rendere migliore le relazioni tra le persone e gli animali domestici. Da rilevare inoltre la campagna pubblicitaria per le adozioni dai canili e dai gattili, la presenza di oltre 60 insediamenti felini e il versamento dell’importo di 250 euro che viene dato dopo un anno dall’adozione, nel caso di comprovata buona salute dell’animale. Infine passiamo a Torino che ha a disposizione due canili amministrati dall’ENPA, dove i cani muniti di microchip vengono ridati ai rispettivi proprietari, che vengono anche multati.

 

A Torino esistono oltre 13.000 insediamenti felini e nel 2006 ha creato il “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città”, che è stato successivamente aggiornato nel corso del 2011. Grazie a questo attestato sia cani che gatti di piccola taglia possono essere portati dai loro padroni sui mezzi di trasporto pubblico, naturalmente in braccio se si tratta di cani o all’interno delle gabbiette apposite se si tratta di gatti: il biglietto per gli animali domestici non si deve fare. In generale Legambiente si dice abbastanza soddisfatta, anche se esistono ancora realtà, soprattutto al sud, dove non esistono ancora strutture per la raccolta di animali randagi e altri problemi che devono prevedere un’assunzione di responsabilità più forte da parte della amministrazioni dei comuni italiani.


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