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Come coltivare le ortensie


Il nome scientifico dell’ortensia è hydrangea e questa pianta proviene prevalentemente dall’Asia, in particolare dalla Cina e dal Giappone. Le ortensie sono splendide piante molto appariscenti grazie soprattutto ai fiori dalle colorazioni molto intense: di ortensie ne esistono oltre 80 varietà diverse, tra le quali si possono distinguere le rampicanti e gli arbusti. Queste piante gradiscono un clima temperato umido, ma si difendono bene anche a basse temperature anche se, quando il freddo diventa molto intenso, hanno bisogno di una protezione. Le più tenaci tra le diverse varietà, sono quelle rampicanti. Le ortensie hanno bisogno di un substrato piuttosto acquoso, ben spurgato e con un ph neutro, al quale deve essere aggiunta della torba oppure del terriccio adatto alle piante acidofile.

 

La base del terreno va ad influire infatti sulla colorazione del fiore; le tonalità dell’azzurro sono stimolate da un terreno acido, mentre le tonalità che vanno dal rosa al rosso, si riescono ad ottenere con un terreno leggermente calcareo. La maggior parte delle persone vengono colpite dalle ortensie blu: questo colore deriva dalla dose di alluminio presente nel substrato ed inoltre è legato al livello di acidità presente nello stesso e per questo esistono nei negozi prodotti ad hoc per riuscire ad avere il colore desiderato. Un caso a parte  è rappresentato invece dalle ortensie bianche, che mantengono invariato il loro colore qualsiasi sia il ph del terreno. Le ortensie si piantano nei mesi di marzo e aprile, non all’esposizione diretta del sole, come per esempio adiacente ad un muro, oppure presso le fronde di un albero e sempre in primavera, è bene fornire alla pianta un concime organico specifico.

 

Le ortensie possono vivere tranquillamente anche in vaso, ma i vasi devono essere sufficientemente grandi per accoglierle. Come già accennato, è importante che il terreno rimanga sempre umido, ma, come in altre piante, occorre assolutamente evitare i ristagni d’acqua. Le annaffiature devono essere copiose e possibilmente con acqua con basse percentuali di calcare oppure con acqua piovana: se l’acqua del  rubinetto risulta essere troppo dura, si deve lasciarla riposare almeno una notte, permettendo così al calcare di depositarsi sul fondo. Il periodo migliore per potare le ortensie è nei mesi di febbraio e marzo, visto che proprio in questo periodo si cominciano a distinguere le gemme che porteranno il fiore da quelle che invece formeranno le foglie;  nelle piante molto anziane si consiglia di recidere progressivamente anno dopo anno alcuni gambi al livello del ceppo, per consentirne così il rinnovo.


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